Prossima fermata: Europa

Quaderno d'appunti e pensieri

Questa volta è diverso?

Infastidito è l’aggettivo che meglio descrive il mio stato d’animo odierno. Certo, la fine delle vacanze e il ritorno a Bruxelles contribuiscono, ma non è questo il punto. Il punto è che il mio fastidio è dovuto a una promessa alla quale avevo voluto credere ed è stata invece tradita.

This time is different, questa volta è diverso c’era stato detto nella campagna di comunicazione per le elezioni europee. Sì, è vero che con la nomina del presidente della Commissione abbiamo visto maturare un po’ gli ancora acerbi partiti politici europei. Ma la diversità rispetto al passato finisce qui.

Le elezioni europee ci hanno detto che i cittadini non sono più soddisfatti dell’Europa, probabilmente non la capiscono e certamente non vogliono che continui a funzionare come lo ha fatto negli ultimi anni, come se nulla fosse successo e la crisi non fosse esistita o fosse terminata. Per tutta risposta, passati più di tre mesi dalla chiusura dei seggi il 25 maggio scorso, invece di parlare di politiche e fatti stiamo ancora parlando di nomine e poltrone. Il mio ultimo post, datato 16 luglio, già parlava delle future nomine, in particolare di quella della Mogherini; un mese e mezzo dopo si ricomincia, con i leader europei che s’incontrano stasera a Bruxelles per discutere essenzialmente le stesse questioni.

A circa 100 giorni dalle elezioni “diverse”, sappiamo che sarà Juncker a presiedere la Commissione del futuro, ma non ancora chi s’occuperà a tempo pieno dell’euro, dell’immigrazione, del mercato interno, degli affari esteri e via di seguito. Conosciamo il programma e delle priorità di Juncker, ma non di come e quando intende realizzarli e con il supporto di chi. In quanto a tempi per la creazione di un nuovo governo, direi che l’Unione europa sembra essere messa meglio solo di Belgio e Italia. Intanto, silenziosamente, il dibattito che già era stato pubblico prima delle elezioni europee si è progressivamente spostato dietro le quinte, un discorso a porte chiuse tra i leader europei. Attendiamo con impazienza che riescano a trovare presto, magari stasera, un accordo tra di loro, per poter riaprire un dibattito pubblico al Parlamento.

La lentezza e la scarsa trasparenza della nomina della nuova Commissione non aiutano certo a rafforzare la fiducia dei cittadini nei confronti dell’Europa e il loro interesse sulle tematiche europee. Del resto, perché dovrebbe essere altrimenti, visto che l’unica cosa di cui si sente parlare sono nomine e incarichi? Le cose, così come stanno andando (che, detto per inciso, sono in linea con le regole stabilite dai trattati europei), mostrano che ci sono ancora molte cose da migliorare se davvero si vuole che i cittadini s’interessino davvero dell’Europa.

No, questa volta non è stato diverso, forse solo un po’ diverso, come direbbe mio figlio di quattro anni. Che rabbia.

PS: il Berlaymonster l’ha rappresentata bene la diversità di queste elezioni

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