Prossima fermata: Europa

Quaderno d'appunti e pensieri

Sarà l’ora del movimento per l’Europa libera e unita – Altiero Spinelli

Poiché sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi, del movimento per l’Europa libera e unita!

Altiero Spinelli

Le idee hanno uno strano comportamento che meriterebbe d’essere studiato: quando si tenta di confinarle, d’imprigionarle, quelle reagiscono immediatamente e, invece di lasciarsi catturare, sfuggono e si diffondono rapidamente. Con la prigione e il confino hanno tentato di fermare le idee di Mandela, Aung San Suu Kyi, Gandhi e tanti altri, ma queste hanno trovato ugualmente il modo d’espandersi, di far valere la forza del proprio messaggio e influenzare il modo di pensare e d’agire delle persone.

L’Europa unita, la creazione di una federazione europea è anch’essa una delle idee che, intrufolatasi tra le maglie della rete di controllo del regime fascista, è fuggita dall’isola di Ventotene
diffondendosi nel resto del continente grazie al Manifesto per un’Europa libera e unita di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi.

Il Manifesto di Ventotene è considerato uno dei testi fondatori dell’Unione, assieme a pochi altri come ad esempio la dichiarazione Schuman. A differenza di quest’ultima però, il testo di Spinelli (autore della sezione sull’Europa) è più idealista e utopico, perché non cerca “solo” una soluzione politica per evitare il ripetersi di conflitti nel vecchio continente, ma mira anche al rinnovamento della società presa in una lotta continua tra le forze “reazionarie” e quelle “progressiste”. Compito delle forze progressiste è di convincere e guidare la società civile, straziata dagli orrori delle guerre mondiali generate dai nazionalismi, che la nuova strada per una convivenza pacifica, il passaggio successivo dell’evoluzione dell’organizzazione sociale è la creazione di una Federazione Europea. Come lo ha fatto lo Stato-nazione aggregando e di conseguenza pacificando vari staterelli in continuo conflitto, la Federazione Europea congiungerà le sorte dei vari paesi del continente per risolvere i problemi e gli scontri che l’hanno attanagliata per secoli.

Pur trovando affascinante e generalmente valide le valutazioni e l’analisi di Spinelli nelle prime due sezioni del Manifesto relative all’Europa, credo che le sezioni successive sulla riforma della società e sulla situazione rivoluzionaria riflettono bene il momento storico e gli scontri ideologici del periodo in cui il documento è stato redatto, ma non sono più convincenti al giorno d’oggi (eccetto per nostalgici socialisti).

Quella del fallimento dello Stato-nazione e dell’integrazione europea come possibile risposta ai problemi di convivenza comune non è certo un’invenzione originale di Spinelli. Si sa bene che durante il confino ha potuto leggere gli scritti di federalisti stranieri ai quali si è certamente ispirato. Il grande successo di Spinelli è stato d’essere riuscito a divulgare queste idee in maniera convinta e convincente, prima dal confino e poi una volta tornato in libertà.

Rimodellando e facendo evolvere le proprie posizioni, anche in senso più realista, Spinelli è stato anche catalizzatore di passaggi più recenti della storia dell’integrazione europea, attraverso il Trattato “Spinelli” appunto, votato dal Parlamento europeo nel 1984. Questo è stato forse uno dei punti più alti dello “spinellismo”, che ha ampiamente ispirato molti dei contenuti dei successivi trattati poi effettivamente entrati in vigore: Atto Unico, Maastricht, Amsterdam, Nizza e la sfortunata Costituzione europea, nata morta (circa due terzi delle proposte del Trattato Spinelli sono state poi riprese o sono ancora attivamente discusse).

Credi che il desiderio di rinnovamento politico e sociale nato dalla catastrofe della guerra è riassunto nella frase con la quale Spinelli chiude la sezione Europa del Manifesto: “Poiché sarà l’ora di opere nuove, sarà anche l’ora di uomini nuovi, del movimento per l’Europa libera e unita!“.

Purtroppo mi sembra che oggi le forze progressiste, quelle che secondo Spinelli lavorano per la creazione di un solido stato internazionale, stia cedendo il passo alle forze reazionarie, che cercano la conquista e le forme del potere politico nazionale. Gli uomini nuovi non sono ancora riusciti a rimpiazzare i vecchi.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 ottobre 2013 da in ipse dixit con tag , , , .

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