Prossima fermata: Europa

Quaderno d'appunti e pensieri

L’Europe n’a pas été faite, nous avons eu la guerre – Robert Schuman

Robert Schuman

L’Europe n’a pas été faite, nous avons eu la guerre

Firma Robert Schuman

Parigi, 9 Maggio 1950, salone dell’orologio del Quai d’Orsay.

Il ministro degli esteri della quarta repubblica francese, Robert Schuman, sta per porre le basi per cambiare le sorti d’un continente, ma forse non sa bene fino a che punto. È certamente cosciente che ciò che sta per pronunciare non è una semplice dichiarazione d’intenti, è consapevole dell’ambizione che il testo trasuda, ma probabilmente non dell’impatto che avrà e del meccanismo che innescherà.

Ho letto e riletto la dichiarazione Schuman ed è davvero difficile scegliere una frase-guida per questo post. Il testo, pur breve, è un concentrato di principi generali e proposte concrete. Molti concetti ancora ampiamente dibattuti oggi (poco in Italia) sono già presenti nella dichiarazione: la consapevolezza che l’integrazione si realizzerà a piccoli passi, idea poi ampiamente teorizzata da studiosi e accademici; l’importanza di progetti concreti per lanciare l’integrazione e allargare poi il processo ad altri settori; il ruolo fondamentale della solidarietà per stabilire un nuovo ordine; l’apertura a tutti coloro che condividono principi e fini, in un regime di piena eguaglianza; la realizzazione d’una federazione europea, obiettivo ultimo ben chiaro fin dagli inizi e spesso dimenticato. Il fulcro del discorso resta uno: la pacificazione del continente. Per questo quindi: “l’Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra“.

Schuman, assieme a Jean Monnet che della dichiarazione è il ghost writer come diremmo oggi, infrange i luoghi comuni e dimostra come non solo si debba, ma si possa imparare dagli errori della passato. La prima guerra mondiale aveva mostrato, in tutta la sua tragicità, che l’umiliazione del nemico provoca desiderio di rivalsa. S’imponeva un cambio d’approccio fondamentale: il nemico doveva diventare alleato, amico, e per farlo bisognava che l’uno diventasse indispensabile per la sopravvivenza dell’altro, che si legassero i reciproci destini in maniera indissolubile. Di qui nasce l’idea della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, materie prime in quel periodo fondamentali per la produzione d’armi, dalla quale si svilupperà il cammino d’integrazione europea.

Vale la pena leggere la dichiarazione Schuman, sorprende l’attualità del contenuto. Così attuale da sintetizzare al meglio i principi e progetti che più di sessan’tanni dopo sono stati premiati con un Nobel per la pace.

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Questa voce è stata pubblicata il 15 febbraio 2013 da in ipse dixit con tag , .

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